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Il barbiere Pivi'n e i suoi attrezzi

Il barbiere Pivi'n e i suoi attrezzi

Esposizione di attrezzi e oggetti d'epoca che attengono alla professione di barbiere

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Valzania Giuseppe, cervese, classe 1942; ma più noto come PIVI'N, dal soprannome del padre. Nel 1951, a nove anni, debutta come garzone barbiere in uno dei molti negozi allora aperti a Cervia (Giorgini, detto Cic-ciak). Da allora e fino ad oggi, prosegue l'attività di barbiere tradizionale, nel suo negozio di Pinarella, fino a diventare una figura storica della città. Sono quindi 66 anni di lavoro (10 come apprendista, 56 come barbiere titolare): e ancora Pivìn parla malvolentieri della possibilità di andare in pensione: “non riesco a prendere questa decisione”, scrive.
Gli attrezzi e gli oggetti d'epoca (o, si potrebbe dire, i reperti) raccolti e ora esposti da Valzania attengono alla professione di barbiere. E' così possibile ammirare, presso la mostra, una bellissima poltrona d'epoca sulla quale venivano fatti accomodare i clienti, ma anche un cavalluccio appositamente concepito per i bambini; una collezione di numerosi rasoi manuali, con le relative cinghie e pietre per affilarli, che mostrano l'evoluzione tecnica di questo fondamentale utensile; ciotole e docce e altri utensili metallici; macchinette per il taglio rapido dei capelli; e ancora foto, quadri, stampe d'epoca.
Questi oggetti vintage sono colorati e inattesamente interessanti; ma dietro di essi – e forse è proprio questo il loro più autentico valore - emergono memorie, tradizioni, paesaggi, usanze, soprannomi, personaggi, aneddoti, storie di una Cervia che molti ricordano, ma che non esiste quasi più. Una cittadina in cui si iniziava a lavorare ancora bambini, e in cui quella del titolare della bottega diventava quasi una seconda famiglia per il giovane apprendista. Ricorda Pivìn: la mattina a scuola, poi refezione scolastica (minestra e mortadella); poi intervallo ricreativo in Viale Roma, dedicato ai giochi con le palline o le figurine; infine, dalle 14.30 in poi, a bottega. A Cervia, all'epoca, esistevano numerosissimi negozi di barbiere (ma ora, lamenta amaramente Valzania, “questo lavoro non lo vuole fare piu' nessuno, compreso mio figlio”). I barbieri costituivano una sorta di confraternita sindacale e una importante categoria professionale; concordavano orari estivi e invernali, tariffe, discutevano problemi vari come, ad esempio, la difficoltà a procacciarsi acqua calda. Infatti, ricorda ancora Valzania, “per lavare i capelli si andava al forno del giardino della chiesa, si prendeva una quantità di acqua calda, poi si miscelava con la fredda”. In quei tempi, per diventare professionista era necessario sostenere un esame davanti ad una commissione. Ma quasi tutti i negozi tradizionali stanno ormai chiudendo.
Ora, conclude Valzania, esistono i nuovi negozi unisex; però, aggiunge pensoso, “non fanno le barbe”.
Fino a domenica 18 febbraio è possibile visitare la mostra e scambiare qualche parola con il barbiere Pivìn, che sara' lietissimo di illustrarvi i paesaggi umani, gli scenari, le storie nascoste dietro gli oggetti esposti.

 

Quando

dal 2 al 18 febbraio 2018

Orari

giovedì e domenica dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
venerdì e sabato dalle ore 15.00 alle 18.00

Luogo

Sala Artemedia

Cervia - Piazza Garibaldi 3

Gratuito

Si

Ufficio informazioni

IAT Cervia
Cervia
Torre San Michele, Via Arnaldo Evangelisti 4
0544 977194

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