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San Paterniano

Il capanno e gli attrezzi in salina, foto @Paolo Monti

San Paterniano

13 novembre

Il 13 di Novembre si festeggia San Paterniano, protettore della città.

Chi è il patrono

Il Patrono è il santo cui ci si sente legati, di cui si desiderano imitare le virtù, da cui ci si sente protetti.

"Patrono" è un termine giuridico con cui si indicava l'avvocato difensore: il patrono è il santo che difende nel giudizio finale, e non solo: interviene infatti per difendere e proteggere. Un città vede nel santo patrono il modello da imitare, il protettore da invocare contro le avversità, perché faccia valere la sua intercessione presso Dio, e il difensore contro i pericoli spirituali e anche materiali.

Nelle immagini sacre, i patroni reggono sulle loro braccia, o hanno ai piedi, la città che proteggono e ne sono considerati i fondatori spirituali.

San Paterniano

San Paterniano è indicato da sempre come patrono di Cervia: ciò probabilmente fu per la sua grande fama di buon vescovo e grande evangelizzatore.

Paterniano visse la maggior parte della sua vita nel IV secolo, quando la Chiesa , ormai libera di manifestarsi e di annunciare il Vangelo, approfondiva il contenuto della dottrina cristiana lottando contro le eresie e, intorno ai suoi vescovi, rinsaldava le basi delle convivenza civile. Fu quella un'epoca di grandi santi vescovi: Ambrogio (+397), Geminiano (+397), Gaudenzio di Rimini (+360), la condivisero con Paterniano e probabilmente ebbero ad incontrarlo.

Nato verso il 275, fu eremita, poi Vescovo di Fano e la tradizione vuole che sia morto il 13 novembre del 360, dopo quarantadue anni di ministero pastorale.

All'epoca della persecuzione di Diocleziano degli anni 304-305, che fu l'ultima e la più dolorosa, il giovane Paterniano visitava, confortava e sosteneva i cristiani che attendevano in preghiera di essere chiamati in giudizio. Provvidenzialmente gli fu evitato il processo: lo attendeva infatti un altro destino. Un angelo lo invitò ad allontanarsi dalla città in solitudine, per fare la volontà di Dio. Si fece quindi eremita, con pochi amici, in una grotta di là dal Metauro; qui, tentando di sfruttare la sua bontà e, presentandosi come una fanciulla bisognosa di protezione, il diavolo lo tentò inutilmente. Dopo che nel 313 Costantino diede libertà di culto ai cristiani, le comunità cercavano buoni vescovi che le guidassero e la città di Fano chiese all'eremita di assumere la sua guida. Paterniano vedendo in ciò la volontà di Dio, accettò.

Di lui si ricorda, tra l'altro, che restituì la vista a una donna che aveva consumato i suoi occhi piangendo i cristiani perseguitati e sanato uno storpio.

Trenta giorni prima della sua morte, un angelo gli annunciò l'imminente trapasso: il santo vescovo si mise dunque in viaggio e visitò tutte le comunità che da lui dipendevano, rinvigorendone la fede. Il dies natalis (cioè il giorno della sua morte che equivale al giorno della nascita al Cielo) di Paterniano fu contrassegnata da un raggio di luce che squarciò le nubi e investì tutta la persona dell'anziano vescovo.

La fama di Paterniano si diffuse ovunque e nei nomi stessi di molti paesi ne troviamo la testimonianza. La sua fama infatti si era diffusa in tutte le Marche, l'Umbria, l'Emilia Romagna, e, portata dai pellegrini, giunse, lungo la famosa via del sale, fino ad un paese del Salisburgese, Paternion, che porta il suo nome, e nella cui chiesa troviamo narrata per immagini la sua storia.

Proverbio

"Par San Paternian e' trema la coda a e' can". Per San Paterniano trema la coda al cane.

Secondo questo proverbio cervese, il freddo, in questo periodo, si fa già sentire intensamente.

E.Baldini-G.Bellosi, Calendario e folklore in Romagna, Ed. Il Porto, Ravenna, 1989

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